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ANORESSIA
E BULIMIA Un aiuto per gli amici |
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ANORESSIA, BULIMIA, BED Cosa sono? ANORESSIA Nei manuali di psichiatria l’anoressia è definita come il rifiuto di mantenere il proprio peso corporeo al di sopra del minimo adeguato al tipo di costituzione. Cosa ci dice tale indicazione sulla patologia? Niente. L’anoressia è uno stato evidente, è un corpo che parla attraverso la sua magrezza, il suo scheletro esposto. L'anoressia cela una profonda sofferenza interiore. La malattia di solito inizia con una dieta, con restrizioni alimentari mosse dal desiderio di migliorare la propria immagine, di farla aderire al modello imposto dalla nostra società. In realtà la bellezza del proprio corpo è un pretesto, un desiderio che poi non verrà mai raggiunto, in quanto il corpo viene debilitato, corroso dall’ostinazione del rifiuto del cibo, fino a ridursi a niente. Contrariamente a quanto ancora oggi molti sostengono, le persone anoressiche in realtà non sono cieche e sorde ai morsi della fame, anzi, conoscono perfettamente la fame e ne hanno un profondo terrore: non mangiano niente per paura di mangiare tutto, di non esser in grado di fermarsi. Ogni alimento è un nemico che una volta ingerito può trasformarsi in grasso, in parte del proprio corpo. In poco tempo il corpo e il cibo diventano una vera ossessione, un pensiero coercitivo e un’occupazione costante che non permettono altre passioni, altri interessi…la vera e propria perdita di libertà di pensiero e di azione. Ma il corpo con le sue leggi metaboliche è una realtà che prima o poi sfugge al controllo completo e totale che vorrebbe attuare la persona anoressica. La denutrizione porta a gravissime conseguenze che si manifestano con dolori addominali, intolleranza al freddo, peluria diffusa su tutto il corpo, oltre che insufficienza renale, osteoporosi, alterazioni cardiovascolari, problemi gravissimi ai denti e molto altro. L’anoressia può portare a negare la realtà, a non riconoscere il rischio che il corpo corre perché offuscati dall’onnipotenza del rifiuto anoressico e dall’euforia del corpo ridotto a ossa che la inducono a credere di poter dominare ogni cosa, finanche la vita e la morte… ma è un’euforia intrisa di paura. La paura di diventare bulimica.
BULIMIA Chi soffre di bulimia non è una “buona forchetta”, un amante della buona cucina che ogni tanto esagera. La persona bulimica non sceglie di concedersi i piaceri della tavola, ma è costretta ad ingerire cibo, ad ingoiare “tutto il pane del mondo”. La bulimica non ha “voglia di qualcosa di buono” – per citare una frase famosa di uno spot pubblicitario particolarmente emblematico del nostro modello culturale - ma è assalita da una tensione coercitiva che la porta a ingerire tutto in uno stato di trance, di sospensione della coscienza. E’ molto importante capire questo per debellare il pregiudizio sociale che avvolge le persone bulimiche nella colpa, le accusa di debolezza morale, di incapacità a controllare la propria volontà. Non si tratta di volontà, è qualcosa che si colloca in un posto molto più profondo, si tratta di un vuoto incolmabile e profondo che crea un vortice dentro le anime di queste persone, che non possono fare altrimenti. Le abbuffate bulimiche sono momenti drammatici, momenti vissuti in assoluto isolamento e coercizione, che niente e nessuno potrà interrompere; si concludono solo quando si avverte lo stomaco tendersi, solo allora la voragine interiore sembra colmarsi, rasserenarsi per un breve attimo. Malauguratamente la pace che segue l’abbuffata è subito interrotta dalla consapevolezza di quanto accaduto, dal panico che si prova per un misfatto ingiustificabile. L’euforia che caratterizza il rifiuto ostinato dell’anoressica si contrappone allo sconforto infinito e alla colpa della bulimica che vive così un esistenza ancor più disperata. Per annientare e allontanare questo dolore, morale, ma anche fisico, si cerca di espellere quanto ingerito. Il corpo bulimico si corrode poco a poco. I denti si rovinano, le ghiandole salivari dolgono e s’ingrossano, ulcerazioni e bruciori intollerabili al tubo digerente, piaghe sulle mani usate per procurarsi il vomito. Anche il cuore è messo a dura prova fino al rischio di arresto. E’ importante ribadire che anoressia, bulimia e disordini dell’alimentazione sono malattie serie: meccanismi instaurati da ragioni della psiche che colpiscono duramente il corpo nelle sue funzioni elementari fino a minarne la sopravvivenza. La condotta anoressico - bulimica ha un senso, purtroppo non visibile e misurabile quanto il danno organico prodotto; si tratta di un significato nascosto dietro al corpo e prima del corpo che solo il lavoro psicoterapeutico può scoprire, analizzare ed elaborare, fino a tornare ad esser liberi. BED - OBESITA' PSICOGENA Chi soffre di bed è una persona caratterizzata da:
A differenza
della Bulimia Nervosa, in cui le pazienti sono generalmente normopeso, i
soggetti B.E.D. si rivolgono a centri specializzati per la cura
dell'obesità e non dei disturbi del comportamento alimentare. E’ un disturbo caratterizzato dalla presenza di “abbuffate” non accompagnate però da strategie per compensare l’ingestione di cibo in eccesso. Le persone che manifestano questo disturbo assumono, in un tempo limitato, quantità di cibo esagerate, con la sensazione di perdere il controllo dell’atto del mangiare. Queste situazioni si ripetono anche più volte la settimana anche in momenti in cui non si ha una sensazione fisica di fame. A differenza dalla bulimia non si riscontra il circolo vizioso tra i tentativi di restrizione, l’abbuffata e i comportamenti eliminativi. Il problema principale sembra consistere in una difficoltà a controllare l’impulso ad alimentarsi. Il disturbo da alimentazione incontrollata è correlato all’obesità anche se tale caratteristica non è necessaria per la diagnosi di BED. il BED è presente nel 30% circa dei casi di soggetti obesi che richiedono una cura per la loro situazione e nel 2-3% di tutti i soggetti obesi. La difficoltà ad inquadrare questa situazione è legata alla definizione di abbuffata e ai fattori che possono favorirne la persistenza. L’abbuffata, così come avviene nella bulimia nervosa, viene definita dalla sensazione di perdita di controllo, dal senso di colpa e dai pensieri negativi che la accompagnano. Nei soggetti BED è frequente la presenza di un quadro psicologico problematico caratterizzato dalla depressione, dall’insoddisfazione corporea e da un comportamento alimentare variamente disturbato. Negli obesi BED i disturbi dell’umore e altri quadri psicopatologici sembrano essere presenti in circa l’80% dei casi. Per maggiore scientificità si rimanda al DSM IV Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali dell'American Psychiatric Association.
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