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ANORESSIA, BULIMIA
E BED Un aiuto per gli amici |
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QUASI PERFETTA
di Valeria
Cavalli
Progetto speciale realizzato in collaborazione con ABA (Associazione per lo studio e la ricerca sull'anoressia, la bulimia, l'obesità e disordini alimentari)
TEATRO LEONARDO DA VINCI
Le
repliche del 9, 12, 16, 23 febbraio
In
scena c'è solo un'attrice, Giulia Bacchetta, bravissima, coinvolta e
coinvolgente. L'argomento è delicato: l'anoressia. Il monologo dura un'ora ma è serrato, c'è movimento. Si parla di una malattia psichica che passa attraverso il corpo, quindi il corpo cambia. Il cambiamento si rende visibile attraverso i gesti di Giulia che simboleggia la volontà di scomparire mostrando una leggerezza che fa stare male. E gradualmente entriamo nel nuovo mondo di Alice, non solo nel suo dolore ma nella nuova persona che sta nascendo, nei suoi bisogni finalmente svelati, nel suo indicibile che finalmente viene espresso, nei suoi desideri. E tutti i pregiudizi che accompagnano questa malattia ("è vanità", "queste ragazze vogliono dimagrire per diventare tutte veline" "attirano l'attenzione") sono smentiti sulla scena. La pièce racconta un dolore, una inadeguatezza di vivere che, in questo caso, si trasforma in anoressia, ma che può assumere il volto della depressione, dell’alcoolismo, della tossicodipendenza, di un problema psichico. L’autrice è arrivata alla stesura del testo dopo un periodo di studio durato circa un anno e mezzo e svolto in collaborazione con ABA. Il punto di vista è che l’anoressia non è un disturbo dell’appetito: è una malattia, che nasce da una sofferenza interiore, da un dolore soffocato, dal desiderio di scomparire per sempre.
In scena Giulia Bacchetta racconta la storia di Alice, oramai allontanatasi dall’urgenza del problema, ma che come anoressica ha vissuto per molto tempo. La sua è una vicenda come tante in cui un disagio adolescenziale, apparentemente “nella norma”, si trasforma e si amplifica fino a sfociare in una grave patologia. Intorno ad Alice, evocate dall’attrice stessa, ruotano alcune figure significative: una madre distratta e poco “accogliente”, un padre pressoché assente, un’amica, Irene, un amore mai corrisposto, Pietro, e Adele la custode del palazzo in cui vive che, grazie al suo calore spontaneo e umano, è l’unica in grado di dare ad Alice affetto e comprensione.
In questo “diario” fatto di flash-back, ricordi e immagini, vediamo la sua personalità trasformarsi e i suoi pensieri diventare ossessione; ci addentriamo pian piano nel suo disagio che esordisce - come spesso avviene - in modo subdolo e silenzioso per poi farsi eclatante e disperato. Ed è nella verità delle parole che la protagonista pronuncia alla fine dello spettacolo che intuiamo una via di uscita: di anoressia si può guarire attraverso un percorso di cura. Alice avrà il coraggio di chiedere aiuto e così troverà la forza che le permetterà di camminare da sola.
Il commento di Sabrina
Ho potuto assistere alla rappresentazione lo
scorso anno per la prima volta e lo rivedrò con piacere e attenzione a
febbraio perché “Quasi perfetta” è uno spettacolo veramente meritevole,
molto forte in alcuni momenti, ma quanto mai necessario in un periodo in
cui il numero delle donne e anche degli uomini che soffrono di disturbi
alimentari cresce in maniera preoccupante. “Quasi perfetta” vuole essere un momento di sensibilizzazione importante rivolto non solo ai ragazzi ma anche e soprattutto a coloro che li guidano (genitori, insegnanti, operatori culturali).
Che cos'è l'ABA?
ABA è
un'associazione fondata nel 1991 per rispondere alle innumerevoli
richieste di aiuto pervenute in seguito alla pubblicazione del libro
autobiografico “Tutto il pane del mondo”, con il quale Fabiola De Clerq,
fondatrice di ABA, ha voluto testimoniare la possibilità di uscire
dal disagio anoressico-bulimico.
I giornali scrivono ... “Quasi perfetta, uno spettacolo sull’anoressia è un testo d’impegno civile scritto da Valeria Cavalli con il supporto scientifico di ABA, messo in scena con bel rigore da Claudio Intropido, interpretato con bravura e impegno da Giulia Bacchetta, uno spettacolo che racconta il disagio di vivere di Alice. Con sensibilità e spirito didattico il testo si addentra nel mondo della ragazzina… Alice sprofonda nella sua angoscia di vivere tra vomiti fino al sangue, depressioni ed euforie. Ma giunta allo stemo troverà la forza di chiedere aiuto e ricominciare perché di anoressia si può guarire.” Magda Poli, Corriere della Sera - 29 giugno 2005 “In attesa che Milano riconosca finalmente i meriti di Quelli di Grock, la cooperativa nata trent’anni fa da una costola del piccolo teatro, nel rinnovamento della scena milanese, vi invito ad andare a vedere Quasi perfetta. Lo ha allestito, con rigoroso impegno, il regista del gruppo, Claudio Intropido, per l’interpretazione altrettanto convincente di Giulia Bacchetta. Il monologo… ha il merito di una schietta comunicativa e… attraverso una persuasiva ricerca delle cause interiori del male raggiunge le ricerche più avanzate di psichiatri e psicologi.” Ugo Ronfani, Il Giorno – 24 giugno 2005
La Compagnia Quelli di Grock dice ...
“Quasi perfetta” ha avuto grande
successo ovunque, è stata ed è un’esperienza molto particolare per noi
che facciamo teatro da tanti anni poiché non ci è mai capitato di
ricevere tante parole, confidenze, e-mail, abbracci da perfetti
sconosciuti che alla fine delle repliche sentono il bisogno di
dimostrare il loro apprezzamento in modo ben diverso dall’applauso.
Molti, purtroppo, anche coloro che ci hanno portato la loro
testimonianza di malati oppure ci hanno parlato di chi hanno perso:
amici, figli, compagni di scuola.
TEATRO LEONARDO DA VINCI
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e informazioni:
Compagnia
Teatrale Quelli di Grock
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