|
Home page
Perché
un sito per gli amici ... e non solo?
Cosa può fare un amico?
Anoressia
e Bulimia
La
prevenzione
Storie e
riflessioni
Strumenti
di aiuto
Bacheca appuntamenti
Articoli
Scrivete di noi
Archivio newsletter
Libri e associazioni
L'angolo amico
L'angolo della poesia
Link utili |
STORIE E RIFLESSIONI
Questo spazio è dedicato alle
storie e riflessioni di tutti coloro che desiderano condividere il loro
pensiero e raccontarci le loro esperienze per dare forza a chi,
per ora, trova solo la forza di leggere.
Ad ogni storia è stato dato un titoletto che la riassuma così, se
siete di corsa, potete soffermarvi solamente su quella che vi serve.
Aspettiamo le vostre email a redazione@anoressiabulimia.org
e
se volete che vengano pubblicate indicate nell'oggetto: sito, in caso
contrario indicate: riservata. Storia 1: Guarire è possibile
Mi
chiamo Sabrina, e mia sorella ha sofferto di anoressia per otto anni.
Esatto, ha sofferto ... ora è guarita, perché guarire è possibile. E'
stato un cammino lungo e difficile, ma alla fine è guarita.
Questi anni sono stati molto difficili anche per i suoi familiari e i
suoi amici (o almeno quei pochi che le sono rimasti vicini).
Quando mia sorella ha confessato ad alcuni amici di soffrire di
questo disturbo le
reazioni degli amici sono state essenzialmente due, diametralmente opposte
purtroppo: "stammi lontana finché non sei guarita perché mi fai
paura" oppure "grazie per avermelo detto, stai tranquilla, ne
usciremo insieme". Se Sara ha fondato questo sito insieme a me ed
è qui a scrivere è perché ha scelto di rimanere vicino alla sua amica
e aiutarla. Storia 2: Essere
amici è possibile
Ciao ragazzi, io sono Sara! Sabri ha ragione, non è stata una cosa facile, non lo è
stato per nulla, mi sono ritrovata a
scoprire in un paio d'ore che la mia migliore amica non era così
invincibile come dal di fuori mostrava a tutto il mondo, ma anzi, in
alcuni momenti, era di una fragilità immensa, tanto da far tenerezza, ho dovuto
scegliere se restarle accanto o andarmene, ho dovuto cercare una
risposta alla domanda "Che cos'è l'amicizia? Quanto sono disposta
a soffrire insieme a lei? Quanto sono disposta a fare per lei?".
Vedere la tua migliore amica soffrire, piangere e dire "non
guarirò mai" mi ha portata a decidere di darmi da fare.
Inizialmente ho parlato con Sabrina per saperne qualcosa di più e lei
mi ha raccontato un po' la situazione e mi consigliato alcuni libri Briciole di Arachi, poi sono passata
a quelli di Fabiola De Clercq, fondatrice dell'ABA
(Associazione per lo studio e la ricerca sull'anoressia, la bulimia e i
disordini alimentari) e poi via via ho letto quello che trovavo in
università e in biblioteca. Questi testi non mi hanno fornito risposte
preconfezionate, anzi, mi hanno fatto aumentare i dubbi e le domande, ma
mi hanno permesso, nello stesso tempo, di farmi un'idea del problema e
di cercare di aiutare Isabella nel migliore dei modi.
Storia 3: Essere amici non
sempre è possibile
Ciao Sabri, ciao Sa, ciao a tutti! Ma perché io sempre per ultima?
Dimenticavo, io sono Silvia!
La mia storia è iniziata un po' come quella di Sara, la mia migliore
amica che mi racconta tutto, il pellegrinaggio fra biblioteche,
associazioni, ospedali, mailing list ed è proprio qui che ho incontrato
Sabrina e Sara.
Sono passati alcuni anni da quando una fantastica amicizia è finita e
solamente ora trovo il coraggio per dire a me stessa che è stato meglio
così. Purtroppo con Elena non era più possibile essere amiche, la
malattia era ormai talmente tanto parte di lei che non c'era più spazio
per nessun altro. Non credo che abbia cominciato a farmi del male
volontariamente, ma purtroppo è venuta meno quella che io considero la
linfa dell'amicizia ovvero la sincerità. All'inizio non capivo cosa
stesse succedendo e quando l'ho scoperto sono stata malissimo, ma questo
mi ha permesso di crescere. Sara è stata fortunata con Isabella perché
lei ammetteva di sbagliare, Elena invece era costantemente sulla
difensiva a causa del suo male e non accettava critiche da nessuno,
negava anche l'evidenza.
Restare amiche era quindi impossibile in quanto nella nostra relazione
io non esistevo se non come entità fisica, per il resto lei faceva
entrambe le parti e quando provavo a parlarle non mi ascoltava ... non
c'era spazio per un'amicizia ... e non potrà mai esserci fino a quando
non scenderà dal suo piedistallo. E non potrà mai guarire finché non
lo vorrà veramente.
Storia 4: ho
riscoperto il valore della vita
Anch'io ho un'amica che soffre
di DCA. Grazie a lei ho imparato a gioire delle piccole cose, ho
riscoperto il valore della vita, ho imparato a metterci tutta me stessa
quando faccio le cose e a reagire con forza anche nei momenti più
tristi. Ho imparato cosa significa l'amicizia vera e profonda, quella
che va al di là delle parole e che spesso è fatta solo di silenzi.
Grazie Stella!
Tea
Storia 5: non mollare mai
Francesca: bella questa rubrica! Io
invece sto imparando a non mollare mai, come dice Gigi D'Alessio. Aiutare gli altri è difficile, in alcuni momenti
è molto faticoso e comporta grossi sacrifici, ma vedere la mia amica
sorridere, sapere di essere anch'io utile a qualcuno, che c'è qualcuno
che crede in me, che si fida di me ... è molto bello. Storia
6: le paure vanno affrontate
Posso raccontare una storia breve? La storia parla di un
uccellino, chiuso in gabbia x tanto tempo, che un giorno si ritrova con
la porticina aperta, ma ha paura di volare. Le paure vanno affrontate
altrimenti diventeranno sempre più grandi fino a schiacciarci.
Storia 7: la forza di cambiare
E' un piccolo miracolo,
ancora quasi non ci credo, ma sta succedendo, dopo tanti anni di
sofferenza, sta succedendo davvero! Sto trovando la voglia e la forza di
cambiare, senza violenza, senza sacrifici, senza fanatismi, senza
pensieri fissi. Ho un po' paura, certe volte, di perdermi per strada,
ma, e sta proprio qui il miracolo, la paura passa presto e tornano il
sorriso e la speranza.
Vi voglio bene! Storia 8: non si può guarire al posto di qualcun
altro
Bisogna
aiutare chi vuole farsi aiutare, non si può guarire al posto di qualcun
altro. Aiutare chi riconosce di avere un problema e chiede aiuto.
Ciao Marco Storia 9: i miracoli
succedono
Vorrei pubblicare queste righe per tutte le ragazze che come me soffrono
di anoressia. Da quanto ho deciso di guarire faccio tante piccole
scoperte, tante piccole vittorie e intanto l'ossessione per il cibo e il
peso e l'immagine corporea si affievoliscono..
piano piano.. piano piano.
I miracoli in questa malattia non succedono tutti in una volta, ma pezzo
a pezzo e ogni pezzo è una tappa per andare avanti.
Non vi spaventate se ogni tanto tornerete indietro, non vi scoraggiare
per le ricadute e le perdite di "equilibrio", servono anche
quelle a fortificare, servono anche quelle a comporre il muro di una
nuova casa da abitare, di un nuovo corpo da amare. Storia
10: devo anche cercare di non sprofondare
Ciao, mi chiamo Michele. Sono uno di quei pochi ragazzi che soffre di disturbi alimentari. La mia storia è iniziata nel
1993. Da allora sono passati quasi 20 anni. Anni di sconfitte, tanto tormento e piccole vittorie. Ora ho
32 anni e da 13 lavoro come insegnante di fitness. Scelsi questo lavoro pensando mi aiutasse a trovare un equilibrio. Il disturbo iniziò sotto forma di anoressia: sono alto
178 cm e pesavo 43 kg. Il vero calvario, però, è cominciato nel 1996 quando ho iniziato a soffrire di bulimia. All'inizio praticavo ore e ore di sport per smaltire tutte le schifezze che ingerivo; poi ho cominciato a vomitare. Inizialmente questo mi sembrò una vittoria, poi fu un dramma. Mi sentivo sempre peggio: ero depresso e avevo perso completamente la stima di me stesso. Oggi sono allo stremo delle forze perché, come spesso accade nella bulimia o nell'anoressia, ho abusato di farmaci
anoressizzanti, di estratti tiroidei, di anfetamine e lassativi. La mia maniacale ricerca di magrezza mi ha portato a cercare questi farmaci anche per vie non legali e in questo il mondo del fitness mi ha aiutato molto. I NAS hanno iniziato a controllarmi e così, un giorno, alle 5.30 di mattina sono arrivati in casa mia. Mi hanno ribaltato la casa, dicendo che spacciavo efedrina e sostanze
dopanti. Mi sono ritrovato agli arresti domiciliari e, bloccato a casa, ho perso il lavoro e la serenità. Adesso sto impazzendo, sono rinchiuso in casa per colpa di questa infame malattia. Come facevo a spiegare hai giudici che cosa si vive quando si soffre di un disturbo alimentare? Ora devo anche cercare di non sprofondare, anche se i miei "attacchi" sono quotidiani e non vedo via di fuga.
Redazione: Un augurio a Michele che trovi la forza per uscirne.
Storia 11: vivete
perché la vita può essere davvero meravigliosa!
Mi sono rivolta
ad uno psicologo: è stata la mia salvezza! A quella persona devo la
vita. Inizialmente è stato doloroso: la notte facevo incubi tremendi,
ma alla fine ho buttato fuori tutto il male che mi lacerava. Ho ancora
tanta strada da percorrere. Ciò che mi inorgoglisce è il fatto che da
un anno non vomito. Oggi sono contenta di uscire a cena. Ho passato, per
la prima volta dopo anni, un Natale sereno senza divorarmi panettoni.
Mangio regolarmente e con gusto. Il mio peso è stabilissimo: sto bene
così. Leggendo le altre lettere ho sofferto molto perché mi sono
rivista, ma con calma, pazienza e soprattutto con la voglia di
apprezzare la vita si può guarire. Oggi sono laureata, lavoro e amo. Vivete
perché la vita può essere davvero meravigliosa! Solo ora mi
accorgo di quante piccole, ma importanti, cose ho dato per scontato per
anni, troppi anni. Storia 12: Vivete! Io
ce l'ho fatta!
L'anoressia è figlia della paura e dell'incapacità di accettare se
stesse e, col suo sorriso suadente, non conduce mai a nulla di buono.
Dietro il suo volto si nascondono lacrime e terrore, buio e solitudine
che per le più sfortunate diventano una voragine inarrestabile. Pensate
in tempo alla vostra vita, mie 'colleghe di sventura'. Sarete molto meno
sole guardando in faccia quando sarete libere dalla paura e dal
tormento. Vivete, amiche mie, a dispetto di chiunque vuole
impedirvelo. Io ce l'ho fatta. Adesso è il vostro turno! Storia
13: il sintomo non mi serve più
Nove anni fa il sintomo era il mio modo di difendermi e di
esprimermi.
Quando ho capito che potevo vivere senza di lui, che non mi serviva
più, mi sono sentita viva per la prima volta.
Storia
14: Io sono guarita!
Soffro pensando a quanti si buttano via ... si buttano nel cesso
... perché quando mangi e poi vai in bagno non vomiti solo il cibo
ingurgitato ma vomiti anche te stessa ... io sono guarita e mai ... mai
ritornerei in quel tunnel buio ... mai. |
|